Alabastro

Dal punto di vista chimico l'alabastro è un semplice sale; si tratta infatti di un solfato biidrato di calcio la cui formula grezza è: Co So4 H2O. Dal punto di vista mineralogico è una varietà microcristallina di gesso: questo sta a significare che i cristalli che compongono il corpo alabastrino sono talmente minuti da non poter essere visti se non con il supporto di adeguati strumenti ottici.

I microcristalli di gesso sono isorientati e consentono il trasferimento della luce da cui il termine di Pietra della luce. L'Alabastro ha proprietà fisico-meccaniche che la collocano tra i materiali teneri (2,3 grado della scala di Mohs). Ciò lo rende, insieme alla tessitura cristallina, facilmente lavorabile.

Dal punto di vista litologico il gesso è una "evaporite" vale a dire una roccia sedimentaria di deposito chimico in ambiente di mare ultrasalato.
Il gesso infatti si separa dall'acqua quando il tasso di salinità, che di norma è intorno al 35%, arriva ad una concentrazione di 170/180 g/l.

Dal punto di vista tipologico si hanno quattro tipi fondamentali di alabastro:

  1. lo scaglione, alabastro traslucido
  2. la pietra a marmo, bianca e opaca
  3. il bardiglio, caratterizzato dalla presenza di venature scure a seconda delle impurità contenute
  4. l'agata, di colore tra il rosso ed il marrone dovuto alla presenza di ossidi di ferro e manganese.

L'Alabastro si presenta in blocchi ovoidali, detti arnioni, incassati in una matrice argilloso-gessosa. L'arnione si estrae scalzandolo dalla roccia e liberandolo dal guscio che lo riveste e, una volta completamente ripulito (pettinato), viene inviato alla lavorazione.


Link utili

SoftHrod: Progettazione software e costruzione siti